Luigi Vinci è stato un protagonista della storia della nuova sinistra italiana. Giovanissimo, aderisce alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, di cui diverrà nel 1958 membro della Segreteria milanese. Entra, a partire dal 1962, in un rapporto sempre più difficile con il PCI; nel 1964 esce dal suo apparato, nel 1967 si dimette da esso. Concorre alla costruzione, all’inizio del 1968, di Avanguardia Operaia, poi, nel 1976, di Democrazia Proletaria. Per due anni sarà senatore e successivamente per dieci anni parlamentare europeo per il Partito della Rifondazione Comunista.

il patrimonio della nuova sinistra per una sinistra nuova
Nel contesto, ormai largamente avviato, di una nuova “rivoluzione industriale”. Pericolose l’incontrollabilità e l’inumanità di molti suoi massimi poteri
Febbraio 2024
Il livello specifico dell’oggettività capitalistica. Cioè, l’enormità ormai largamente in atto ed esponenzialmente crescente di una tale nuova terza “rivoluzione industriale”, e dei suoi portati. Le loro origini, grosso modo, risalgono a un quarto di secolo. A monte, 1968, la Prima Legge di Robert Moore: un commento empirico portatogli da David House, direttore esecutivo di Intel Corporation, che scoprì la peculiarità di un microcircuito logaritmico misurato tramite un numero di transistor per chip, consistente nel raddoppio ogni 18 mesi e nella quadruplicazione ogni 3 anni.http://www.puntorosso.it/uploads/1/7/0/3/17033228/vinci-bigdata.pdf
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